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venerdì, 06 novembre 2009

anima in cerca dautore

perdonami

È una storia come tante

ma voglio esser io la voce narrante

son  Lucia… bambina di nove lune

papà lavora fra la nebbia

e cuce gli strappi delle strade

mamma ricopre le buche dei vestiti

 

il nonno si prende cura di me

ogni giorno nudi a letto

sono un’utile coperta

a scaldare le sue vecchie ossa

 

fra le lenzuola scappa una lacrima

come nelle ore di scuola

quando i compagni parlano

di giochi, di bambole e di fate.

 

Il silenzio è una somma di paura

non caramelle o balocchi

così vivon umidi gli occhi

quando la tortura si chiama gioco

 

mamma è stanca e ringrazia

anche oggi non son rimasta sola

i muri bianchi sono sporchi

dalla mia carne vengo digrumata

 

l’asfalto si è vestito di speranza

e il paradiso ha cambiato rotta

ogni giorno perdo un pezzo di vita

sono frutto acerbo a saziare

 

fame infame, appetiti animali

sale marmorizza l’anima ferita

oggi il sole copre il tempo

il freddo percuote i rami del passato

 

le radici  carteggiano la falsa morale

brucio la fertilità vestendola di aridità

figlio perdonami ma  sterile fu l’infanzia

paura mi invade nel sentire tuo respiro

 

 

rinuncio a tale gioia, figlia del male

donna fuori stagione son divenuta

ventre mai feconderà sguardo di madre.


Parole di :rocrisa
 17:26
commenti (1)

 

domenica, 01 novembre 2009

In ricordo

spiritualità

riposoeterno

Tace il silenzio

oltre il cancello di Dio

 

nella notte eterna

angeli e demoni

danzano senza veli

 

sgranato il respiro

si frantuma silente

ove giace riposo

 

 si leva fertile prece

nella culla di terra

ove dorme anima pia

 

s’increspa un mormorio

umida veste la memoria

leva un Padre nostro

 

in ricordo


Parole di :rocrisa
 15:37
commenti (1)

 

domenica, 25 ottobre 2009

albadirosa

























Cade pioggia arida

su questa terra

di sole arsa

leva polvere

i

b

e

r

apre sentieri

affonda l’ieri

Sentinelle severe

su strade selvagge

scoprono saggezza

v

e

l

a

n

ossute verità.

D’alba il giorno nasce

Muore di tramonto

e

n

t

r

esuli pensieri volano

parole vibrano lentamente

Sommo  le sconfitte e le vittorie

Divido il tempo fra bene e male

ora archivio il passato

e strofino il respiro

fra gli atomi d’aria

r

asole di cielo

l’aurora m’involge ancora.

 


Parole di :rocrisa
 20:22
commenti (1)

 

venerdì, 23 ottobre 2009

Madre Misericordiosa

sociale, anima in cerca dautore

riposoeterno
Masnada medita
morso mortale

marmorea memoria mura
misero minuto

mente malvagia mareggia
macula malerba

mentre monodia mormora
mea culpa matura

muta mestizia

Madre misericordiosa
mistico mistero modella

mitigo metro.


Parole di :rocrisa
 18:54
commenti (1)

 

martedì, 20 ottobre 2009

L'ira di Lilith

lilith

Il tuo bianco mi invita a macchiare questa prateria nivea con il mio dolore, o solo con un ricordo, o una testimonianza, giudica tu che hai ancora la verginità per farlo e il potere di rimanere impassibile, si tu foglio che con il tuo candore inviti a sfogare su di te ogni piccola gemma di dolore senza mai versare una lacrima per non far morire l’emozione.

 

Oggi voglio affidarti un sogno, o meglio un incubo che mi perseguita… non aver paura e raccogli ogni mia goccia di parola come una liberazione… come una voglia di rinascere da me stessa…

 

Un tempo fu notte, e in quella notte di fine estate così bella e fresca, il cielo sembrava dipinto da un pittore, era coperto di stelle, emanava una luce aggraziata, quando all’improvviso sentii il fiato di un lupo sul collo e stringere con forza la nuca, pigiai sui freni ma non smise, nella reazione persi il respiro con un colpo duro alla sua sorgente… sentii il viso strusciare sull’erba umida… forse era pianto o forse solo la rugiada della notte, presto divenne il mio giaciglio e il fiato di quel lupo coprii il mio con sadico sorriso, affamato di carne prese la mia  e consumò il suo pasto indegno. Alzai gli occhi al cielo e nel mio muto silenzio mi chiesi dove era Dio, che fine aveva fatto… forse accecato dalle sue stelle non aveva visto… forse… solo tanti forse che non asciugarono le lacrime… l’odore di tabacco violentò l’aria e il mio respirare… il fumo leggiadro volava in alto, mentre la mia dignità scendeva a patti con il diavolo… ormai con un vile baratto lasciai che Belzebù mi diventasse padre, scesi negli inferi e raccolsi la cattiveria iniettandomela nelle vene… la notte andava sbiancandosi, presi il mio passo stanco e lo gettai per fare ritorno nel punto morto della vita…

Fu una notte lunga ed amara, non c’era via di fuga, il lupo adesso che aveva cibato la sua fame appariva come un agnellino, strappai fiori di carta e li gettai addosso alla sua pelle, qualche goccia di benzina e una fiammella esplose fino a ridurlo cenere… l’atto di trasformazione si era compiuto… non più mortale… non più donna… ma demone…

L’uomo ha una forza disumana è capace di trasformare con le sue azioni il più angelico angelo in un vendicativo demone, raccolgo la carne strappata e lacera, con ira do i primi punti di sutura così che le cicatrici si vedano ad occhio nudo… l’anima colma di fori perde la sua consueta bontà… e getto fra le fiamme le ali ormai incapace di volare… il mio posto ora dentro il cono di terra, lo stesso che Dante disegnò di parole nella sua commedia divina… e in quella notte sacrificale promisi a me stessa che mai sarei scesa all’inferno per dimorare con gli ignavi, sarebbe stata un’altra umiliazione, l’ego non sarebbe stato capace di sopportarne ancora, adesso senza dignità, nudo e dolorante andava in cerca di riprendere ciò che la vita nelle vesti d’uomo gli aveva tolto.

 

Con pazienza modello questa maschera di acqua e terra, annullo le rughe di paura, asciugo le lacrime a morsi, nasce un sorriso falso, quello che la gente adora vedere, ciò che vi è nascosto oltre poco importa, mentre mi divincolo fra i rami della procella del mio cammino, lascio che le ragnatele involgono ogni cosa, tutto deve essere coperto per bene, entriamo nel mondo dell’apparenza, dove ciò che importa è il primo piano, poi se sullo sfondo una spada ti sta incidendo la schiena e un pugnale ti trafigge il cuore poco importa, ormai la cronaca non è più storia dei nostri giorni, non è più materia di indignazione, ma nei salotti della gente per bene si ama parlare dei vizi, veri o presunti, ciò che rende giustizia è la voglia di fantasia che ricamano, quella fantasia che la realtà seppellisce che la bugia immola sul trono della falsità…

 

Venite gente, venite nella pubblica agorà… oggi lo spettacolo è per voi… denudata di ogni veste umana indosso la pelle del camaleonte cosicché ogni mio gesto diventi il vostro, cosicché l’amaro vostro destino emerga dalla vostra memoria… ohhhhhhhhhhhhhh quanti scheletri gente!!!!!!!!!

La piazza gremita rimane senza parole… il mio scheletro me lo porto dietro, ormai è di pubblico dominio… il vostro ben sopito emerge di prepotenza… ohhhhhhh è scomparsa l’apparenza adesso… come siamo uguali senza maschera, un pugno di peccatori… ma io sono figlia del diavolo, ormai non mi fa più paura il peccato… ma guardatevi come tremate… fate ridere… si fate proprio ridere… come è bello sciorinare fiato sulla carne di un altro… divertente quasi vero???

Poco diverte se si diventa protagonisti di questo gioco subdolo…

Perché indietreggiate?? Avete paura del buio?? Poveri cuccioli sarà un onore e un piacere digrumare le vostre anime, le stesse che hanno calpestato la mia e venduta per trenta danari al mercato della menzogna…

 

Che notte!!! Lo sguardo fiero e feroce si leva alto… il cielo è la vostra salvezza mentre stringo fra le mani la mia… un intreccio di canapa di fine lavorazione… adesso cerco una trave, una trave che sostenga la morte, una trave che si conficchi nei vostri occhi come Nessuno fece con Poliremo, il rimorso mangerà le vostre viscere, il dolore si propagherà nelle valli della vostra memoria fino ad uccidere il vostro respiro… l’ultima alba sarà il giorno di rinascita per l’anima che oggi consegno al diavolo… guardate la fine dondolare come un trapezista che sfida la morte… quanto silenzio ad di là del cancello dove dimorerà solo la carne mentre la mia anima rimarrà in eterno fra le pareti dei vostri pensieri a strisciare come vermi nella vostra coscienza…

 

Dove andate??? Inutile ogni via di fuga, ormai le vostre impronte sono incise sul mio corpo, il vostro calco lo avete dato, andate pure, nessuno sfugge alla figlia del diavolo… sarete stritolati come Poliremo fece con le pecore cercando Nessuno…

Ma io non sono Nessuno… chiamatemi e verrò da voi… abbiate il coraggio di dire il mio nome…

Sorella Morte è il mio nome e il mio cognome ed in calce lo firmo sulle vostre braccia come tatuaggio di scelta, prede perfette voi peccatori, voi che avete sollevato polvere ed umiliato il mio cammino, quanti pecoroni ha il peccato!!!…

 

 

Colano fiumi di sangue, coagula fra la bocca e la speranza,  cinque dita intingo nell’inchiostro d’anima, cinque dita a tracciare vie diverse, un’unica direzione l’inferno… tanti lo dipinsero, tanti lo cantarono ma viverlo è un’altra cosa, l’asfalto si frantuma sotto il peso dell’incongruenza, solitaria la parola naviga nell’acheronte… fiume dei dannati, sorgente di vita per chi subisce i morsi del male… e un sorriso spettinato s’apre sul viso intagliato da profonde ferite… non ci saranno salite ma solo discese per chi si è innalzato sul mondo del giudizio credendo di poter giudicare e scoprendo adesso le piaghe del peccato…


Parole di :rocrisa
 11:42
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domenica, 18 ottobre 2009

Fuoco dentro

anima in cerca dautore

animapersa

Guido contromano fra i pensieri

e muore lento il giorno di ieri

con cura piego le stanche ore

e mi scopro vergine al dolore

d’elemosina cadono lacrime

sul viso senza verdi rime

il silenzio imbavaglia le lunghe giornate

e sorride freddo alle emozioni mai nate

danza l’anima in amara solitudine

dentro un bicchiere di inquietudine

mentre si perde nel fumo di una sigaretta

l’ansimare diabolico che nella  vuota fretta

strappa e cuce l’orlo lacero della vita

e ridisegna il cammino in aspra salita

miro l’orizzonte  lontano traguardo

ad aspergere di forza questo sguardo

la pazienza frantumerà questa gabbia

sarà come bandiera un urlo di rabbia

libero volerà alto nel cielo il respiro

aperte le ali sempre più in alto  viro

vaghezza e passione le armi fedeli

a ricamare un domani senza veli

il rumore di ogni densa poesia

sarà battito del cuore e così sia.

 


Parole di :rocrisa
 17:36
commenti (1)

 

venerdì, 16 ottobre 2009

Il tempo di una poesia

anima in cerca dautore

il rumore del silenzio

 


 

Come spaventapasseri i pensieri

tracciano confini per avvoltoi

di lacrime i semi di speranza

irrorano solchi fertile di terra,

polvere i ricordi volano

come rondini in Autunno

senza meta viaggiano

nella tela azzurra di Dio

rincorrono face divina

mentre il respiro in giogo

rimane negli astrusi sentieri

d’uomo ove giace il presente.

Parole in fila indiana

son sedute su panchina di ruggine

ogni sguardo è una freccia

di veleno a colpire l’anima,

errante la pace vola in cerchio.

Il domani è una nuvola in tempesta

a liquefare il cammino stanco

cerco riposo nel tronco di un faggio

in un campo seminato di girasoli,

gelida soffia aria di fine

a frantumare fragili cristalli

ove il futuro sarà pallida illusione

scomposta da pioggia acida,

lapide solo bandiera nivea di resa

rose profumate di vita a ricordo

s’adagiano come false bugie

danzano su versi ipocriti

a sfoderare metrica d’esistere

nel sol tempo di una poesia


Parole di :rocrisa
 11:36
commenti (1)

 

lunedì, 12 ottobre 2009

vegeto

anima in cerca dautore

solitudineVaga vagabondo
vaneggiando verità

valigie vuote
vaporizzano vaghezze

vergine ventre
veste virgole vitrei

verbo violento vira
viziato vento

vacilla vacante voce

variabili volontà
varano vascelli

veleggia veleno

vegeto


Parole di :rocrisa
 20:28
commenti

 

domenica, 11 ottobre 2009

11 per 8

dedica, anima in cerca dautore

riposoeterno

11 per 8

Ciurma il tempo

come antica clessidra

travasa il dolore

da cuore ad anima

ogni corsa si perde

sulla battigia dei pensieri

e la risacca asperge

d’umido ricordo il viso.

 

11 per 8

Sono numero amari

a vestire la memoria

di inutili parole

è forte l’assenza

in queste stanze deserte

manca il sole ad illuminare

manca il respiro di un’alba

inghiottita dalla notte

 

11 per 8

Il tempo si è arrestato

i quel giorno d’inverno

quando il cielo sconfitto

aprii le sue ferite

su ogni passo verso l’eterno

A noi umili peccatori rimase

la preghiera come pace

mentre il silenzio tace

 

oltre il cancello del tempo


Parole di :rocrisa
 08:31
commenti (1)

 

mercoledì, 07 ottobre 2009

Andare

anima in cerca dautore


locandina beat generation





Andare

dove calpestare l’agitata polvere

lo sguardo in diabolico fermento

nel vermiglio cielo certe sere

si lascia involgere dall’immobile tempo

e preghiere recita nelle ore nere

 

Andare

dove l’anonimo silenzio urla

oltre le mura di cinta del giorno

e il sonno è una partenza sudata

per la strada del non ritorno.

 

Andare

nel mistero segreto della vita

non importa discesa o salita

 

dobbiamo andare e non fermarci

finché non siamo arrivati

 

Dove andiamo?

Non lo so, ma dobbiamo andare.

 

 

 

fiumemare


Parole di :rocrisa
 12:05
commenti

 


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